Casteldimezzo

Casteldimezzo

Ex Castrum Medi, denominato anche Galliolo o Gaiola o Garzoleto o Castel Bernardo) è situato a oltre 200 metri s.l.m., costituisce un balcone naturale, da cui lo sguardo può spaziare verso un ampio orizzonte nel quale spiccano il Castello di Gradara, le “penne” di San Marino e il “gibbo” del Catria.

A Casteldimezzo si conservano parte delle mura una volta intervallate da numerosi torrioni mentre la rocca è oggi scomparsa ed ha ceduto il posto ad un noto ristorante.

Particolarmente interessante è la Chiesa intitolata ai Santi Ravennati Apollinare e Cristoforo, che custodisce un antico Crocifisso del XV secolo attorno al quale si narra una storia avventurosa ricordata da una lapide del 1652 collocata nella Chiesa stessa.

Da qui la vista toglie il fiato. 

Nelle giornate terse il blu del mare è così immenso che  lo sguardo si ritrova a volteggiare sulla placida superficie in uno stato di serenità completa e totale. 

Questo castello è diventato famoso in tutta la Regione ed anche al di fuori di essa, per la storia del miracoloso “crocifisso venuto dal mare”. Entriamo all’interno della piccola chiesa del paese, davanti a noi un bellissimo crocifisso ligneo di fattura veneziana risalente agli inizi del 1500. 

In quegli anni era stato spedito per mare e trasportato in una cassa ma, coinvolto in un naufragio, approdò sul litorale fra Fiorenzuola e Casteldimezzo. Le due città per contendersi l’oggetto di devozione decisero di caricarlo su di un carro di buoi e lasciare al fato la scelta. I buoi si diressero senza esitare verso Casteldimezzo e si fermarono davanti alla chiesa. 

Da allora il crocifisso si dice sia stato fautore di numerosi miracoli, fra cui uno scampato assedio da parte della Signoria dei Medici a danno del Ducato di Montefeltro. 

E voi, credete nei miracoli?